Novena Immacolata_7 giorno_AUDIO omelia don VANOI

Novena Immacolata_7 giorno_AUDIO omelia don VANOI

«Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia». Con un paragone molto efficace e chiaro (la casa costruita sulla roccia che anche i venti più impetuosi non possono abbattere), Gesù ci ammonisce ad ascoltare le sue parole e a metterle in pratica. Al contrario chi costruisce la sua casa sulla sabbia – fuori dalla metafora – cioè su valori solo umani ed egoistici, la vedrà ben presto cadere e rovinare catastroficamente. Soltanto se la nostra vita è radicata nel messaggio evangelico ed è fondata sulla carità, ha la consistenza necessaria per superare le difficoltà e le avversità della nostra esistenza quotidiana, perché Dio ci dà l’illuminazione e la forza per vincere. In questo periodo di Avvento siamo chiamati ad esaminarci sulla nostra vita: su che cosa è fondata? A ciascuno la risposta nel profondo del suo cuore.

ASCOLTA L’OMELIA (Don Renzo VANOI)

Novena Immacolata_7 giorno_AUDIO omelia VIOLA

Novena Immacolata_7 giorno_AUDIO omelia VIOLA

RADICATI SULLA SUA PAROLA

I padri della chiesa ci hanno sempre aiutato a leggere la Scrittura cogliendo una dimensione di annuncio e compimento. Questa dinamica accompagna il modo di lettura dell’antico e nuovo testamento. Questa visione di Isaia ci aiuta a tenere lo sguardo fisso verso le realtà del cielo. Poiché ci ama, il Salvatore ci mette in guardia contro l’illusione; per entrare nel regno dei cieli non basta dire: “Signore, Signore”. Non si tratta qui di una condanna della preghiera. Noi dobbiamo dire: “Signore, Signore”, essendo però consapevoli che non basta sussurrarlo a bassa voce, mentre ogni nostra decisione testimonia che Gesù non è per noi il Signore. La preghiera, separata da un amore obbediente, è un illusione, se non una menzogna. Il vescovo in questo sesto giorno di novena ci ricorda che “il Signore ci invita a edificare la nostra vita su una salda roccia di un ascolto obbediente della Parola”.

ASCOLTA L’OMELIA (Mons. VIOLA)

Novena Immacolata_6 giorno_AUDIO omelia don VANOI

Novena Immacolata_6 giorno_AUDIO omelia don VANOI

La visione di Isaia lascia intravedere un mondo nuovo, il Paradiso e con la sua onirica descrizione ci fa immaginare un monte a cui tutti i popoli, da versanti diversi, stanno arrivando. Lì il velo che li copriva, proteggeva, nascondeva, viene tolto e se c’erano nuvole a coprire le rispettive nazioni, anch’esse si diradano e scompaiono. Questo svelamento afferma la vita come vittoriosa, a dispetto della morte, che è eliminata per sempre. In effetti, cosa davvero è eliminato, è la sofferenza: le lacrime, l’ignominia spariscono, non hanno più motivo di essere. La sofferenza, frutto del primo allontanamento da Dio, mantiene la distanza tra noi e Lui e da soli non siamo più in grado di colmarla. L’incarnazione, l’arrivo del Messia investito di doni spirituali, colma questa distanza da parte di Dio e rende possibile a noi di riconnetterci a lui. Lo si può immaginare come un nuovo atto creativo che aggiunge al primo la conoscenza del bene e del male: il velo strappato permette alle persone di vedere con chiarezza, di riconoscere e di scegliere consapevolmente. La sofferenza è assunta dal Messia e la vita può tornare eterna ed essere desiderata come tale.

ASCOLTA L’OMELIA (Don VANOI)

Novena Immacolata_6 giorno_AUDIO omelia VIOLA

Novena Immacolata_6 giorno_AUDIO omelia VIOLA

FAME DI VITA, LIBERTA’ ED AMORE

In questo sesto giorno della novena la liturgia ci mette in ascolto della parola di Isaia che guarda lontano e vede un compimento di liberazione dall’esilio che diventa festa nel banchetto come punto di arrivo che il popolo ha scelto come fedeltà all’alleanza ma come accade al popolo di Israele e a noi, alla nostra infedeltà Dio risponde con la sua fedeltà e torna a portare a casa e preparare una festa la cui immagine è quella del banchetto al quale la visione di Isaia vede partecipare tutte le genti. Il vescovo ha sottolineato il banchetto come “immagine della gioia eterna che il Figlio ha donato a noi preparandoci un posto. La Vergine Maria è presente sorvegliando e custodendo ogni nostra comunione, suggerendoci cosa accade cioè come tra noi e il corpo di Cristo si stabilisce questa unione“.

ASCOLTA L’OMELIA (Mons. VIOLA)  

 

II dom di AVVENTO – IMMACOLATA – AUDIO commento di don Achille Morabito

II dom di AVVENTO – IMMACOLATA – AUDIO commento di don Achille Morabito

Oggi, nella Seconda Domenica di Avvento, la Chiesa celebra la Vergine Maria nel mistero della sua Immacolata Concezione che come un faro illumina questo tempo di attesa vigilante del Salvatore. Mentre avanziamo incontro a Dio che viene, la liturgia odierna ci invita a guardare Maria che «brilla come segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio in cammino» (LG 68). Da lei impariamo a rispondere con prontezza e generosità al progetto di Dio. Assieme a lei sperimentiamo cosa vuol dire accoglierlo nella nostra esistenza e partecipare ad un disegno più grande, che ci supera da ogni parte.

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Novena Immacolata_5 giorno_AUDIO omelia don VANOI

Novena Immacolata_5 giorno_AUDIO omelia don VANOI

Siamo al quinto giorno della novena in preparazione alla solennità dell’Immacolata, la liturgia ci fa celebrare la memoria di San Francesco Saverio ed il vangelo ci invita a riflettere su come vivere quest’importante frase di Gesù: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli». Gesù rende lode al Padre, perché ha nascosto i misteri del regno di Dio ai sapienti e ai dotti e le ha rivelate ai piccoli. Piccoli sono gli umili, i puri di cuore e quindi sanno accogliere con gioia ed entusiasmo il messaggio portato da Gesù. Iniziando il periodo di Avvento, è particolarmente importante rinnovare il nostro stupore dinanzi al Messia che ci porta la salvezza: Dio viene in mezzo a noi e ci chiama a fare parte della sua famiglia. Scoprire la sua presenza nella nostra storia e nella nostra vita personale richiede l’apertura del cuore all’amore, alla fiducia in Dio che non ci abbandona mai e vuole essere vicino a ciascuno di noi. Facendosi bambino, egli si presenta a noi come una creatura da amare, da rispettare e da accogliere. Solo ricevendo Dio nella forma di un indifeso bambino, noi saremo capaci poi di aprirci anche all’amore delle creature umane, soprattutto di quelle più povere e deboli.

ASCOLTA L’OMELIA (Don VANOI)

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