Celebriamo la XXVIII domenica del Tempo Ordinario. L’annuncio del regno di Dio è annuncio di salvezza fatto non soltanto con la parola ma anche con azioni.
«I miracoli suggellano il trionfo dello Spirito su satana, ed è per questo che Gesù, investito dallo Spirito, entra in lotta con satana nel deserto. Il Cristo è l’uomo forte che, con dura lotta, ritoglie allo spirito del male ciò che ha usurpato. Gesù inaugura il regno messianico distruggendo l’impresa del suo avversario.
I miracoli s’iscrivono dunque nella prospettiva dell’inaugurazione del regno messianico. Per il suo contenuto, il miracolo è una anticipazione del regno escatologico. Questo non sarà definitivamente rivelato che quando l’ultimo nemico, la morte, sarà vinto. I miracoli che sono, a parte alcune eccezioni e per ragioni che è facile capire, delle vivificazioni, profetizzano la vivificazione definitiva: la vita eterna.
Per mezzo del miracolo, la potenza vivificatrice di Dio fa irruzione nel tempo. Essa s’inserisce in un mondo che declina verso la morte. Il miracolo è una rottura nell’orientamento normale delle cose, e questa rottura ci tocca come il segno di una trascendenza. I miracoli, nel tempo intermedio, sono i pegni della realtà futura. Essi sottolineano concretamente l’efficacia invisibile della Parola di Salvezza» (Ch. Duquoc).
Manifestano la essenziale gratuità; dicono in forma evidente che la salvezza non è una conquista umana, ma un dono di Dio; mirano a suscitare la fede per la persona di Gesù e a far prorompere l’azione di grazie.

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