Celebriamo la XXII domenica del Tempo Ordinario. La morte di Cristo ci presenta un Dio «nuovo», un Dio la cui sapienza appare imprevedibile e impensabile, così lontana dalla sapienza umana da essere là dove nessuno penserebbe di trovarla. L’inizio della vera sapienza, ci dice colui che scruta i pensieri di Dio, comincia dal riconoscimento che la fonte della verità non è in ciò che l’uomo sperimenta o desidera spontaneamente. Dio trae la gloria non dai potenti ma dai deboli, avvolge nel dubbio e nel mistero chi presume oltre le sue possibilità. Solo Dio conosce nel segreto ogni cuore e può rivelargli il mistero di verità che porta in se stesso. Quando l’uomo comincia a riconoscere i limiti della propria ricerca, l’incertezza o l’insicurezza delle proprie conclusioni, l’insuccesso delle sue fatiche, è disposto a ricevere la sapienza che Dio vuole rivelargli. Gesù è la sapienza di Dio. Il suo insegnamento è nuovo e sconvolgente. Un capo dei farisei invita Gesù ed egli accetta di partecipare ad uno di quei banchetti in cui i saggi del tempo si radunavano per conversazioni brillanti sopra una virtù o un grande personaggio del passato. Ma Gesù non sta al gioco e denuncia la «regola» dell’arrivismo e dell’interesse, parlando di virtù sconosciute: l’umiltà che sceglie l’ultimo posto, l’amore gratuito che sceglie gli ultimi.

 

.

.

 

 

Pin It on Pinterest