CONTEMPLARE IL VERBO COME SAPIENZA

Secondo giorno della Novena del Santo Natale nel quale la liturgia ci fa ascoltare nel Vangelo la genealogia di Gesù e cantare la prima antifona maggiore “O Sapienza, che esci dalla bocca dell’Altissimo, ed arrivi ai confini della terra, e tutto disponi con dolcezza: vieni ad insegnarci la via della prudenza”. È proprio in questi due punti che il vescovo pone la sua riflessione odierna: “Queste ferie maggiori che ci preparano a fare la memoria viva del Natale sono per noi giorni preziosi di una particolare memoria. Tutto è centrato su di Lui, nella Sua persona, compimento della parola antica dei profeti, contemplato con tutti gli appellativi che hanno dato alla parola di Gesù. In questa genealogia che abbiamo ascoltato si vede come in questa generazione umana si inserisce la nascita di Gesù da Maria sposa di Giuseppe e questo ci fa contemplare come l’Eterno è entrato dentro il tempo, dentro una storia umana. Si poi soffermato sulla prima antifona maggiore che ci viene proposta oggi. “Oggi canteremo a Lui come ‘Sapienza’ che esce dalla bocca dell’Altissimo e quindi è contemplazione del Verbo incarnato e si estende fino ai confini del mondo. Una Parola che ha la forza di ordinare tutte le cose”  

ASCOLTA LA RIFLESSIONE (Mons. VIOLA)

 

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