primo collegio

400 lirePer questi motivi è lieto di ritrovarla nel sobborgo di S. Bernardino quando, nel 1893, apre il suo primo Collegio nella casa Stassano. Ai suoi piedi, nella povera antica chiesetta, porta i ragazzi ad ascoltare la Messa, durante funzioni pubbliche, semplici e modeste, alle quali partecipavano umili donne del rione, per la massima parte lavandaie, che faticano lungo le sponde della roggia che allora corre allo scoperto. Della Madonna e di S. Bernardino Don Orione continua ad interessarsi anche quando nel 1894 porta la sede del Collegio tra le mura del Convento S. Chiara in via Emilia.

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Vi manda poi sacerdoti a celebrarvi la Messa e a compiervi i riti della liturgia mariana e, intimamente, spera che la Madonna tocchi il cuore agli abitanti del già popoloso sobborgo.Ma sono tempi difficili per irreligione e per funesta propaganda di miscredenti. Più di una volta Don Orione aveva confidato: “Allora a Tortona erano rossi e a S. Bernardino più rossi… da più di dieci anni a S. Bernardino non ci si poteva venire da noi preti. Perché? Perché erano rossi! I socialisti non volevano vedere i preti, disprezzavano la religione e schernivano i preti… Ma quei di S. Bernardino tolleravano che ci venisse un prete… Dicevano che quel prete era socialista…” Era Don Orione, quel prete, figlio di un selciatore di strade e di una contadina di Castelnuovo Scrivia.

In che senso Don Orione fosse ritenuto socialista, lo spiega meglio egli stesso: “Lo credevano tale, perché, man mano che gli operai partivano per il fronte e lasciavano a casa i figliuoli poveri e senza custodia, quel prete se li prendeva e li manteneva e li istruiva: per questo dicevano che era mezzo socialista, perché voleva bene alla povera gente e raccoglieva gli orfanelli che non avevano più la mamma e rimanevano orfani di padre, orfani di guerra… E quel prete poteva venire sempre a S. Bernardino. E vi erano qui a S. Bernardino le lavandaie. Quelle lavandaie si lamentavano perché la guerra non finiva mai”. Era proprio Don Orione quel prete che avrebbe voluto ridare splendore ai santuari mariani di Rinarolo e di Monte Spineto e, per quello di Rinarolo, aveva già supplicato: “Il sottoscritto chiede gli venga affidato quel Santuario… La città di Tortona non ha altro Santuario; la fede di Tortona si va perdendo. Gli pare che un mezzo per tenere viva in Tortona la fede potrebbe essere anche questo: dare più vita al Santuario di Rinarolo dove, con un prete stabile e un po’ di cura, si potrebbe forse fare tanto bene quanto in una parrocchia… Il sottoscritto si offre di fare qualche cosa di questo, finché il Capitolo non abbia modo di meglio provvedere”. Nel frattempo, nel 1913, a S. Bernardino riesce ad avere la casa Stassano, sede del suo primo Collegio, poi trasformata in locale Camera del lavoro.