8 giu: Pellegrinaggio delle case orionine di Genova al Monte Figogna

2016_giu_6_GENOVA_pell case orionine_do__ (11)Mercoledì 8 giugno 2016, dalle case orionine di Genova ospiti, sacerdoti, suore, dipendenti, collaboratori e volontari sono saliti al Monte Figogna per il pellegrinaggio nell’Anno Santo della Misericordia attraversando la Porta Santa e partecipando alla Celebrazione Eucaristica presieduta dal card. Angelo Bagnasco. A guidare il pellegrinaggio il direttore don Alessandro D’Acunto. Erano presenti il direttore provinciale don Aurelio Fusi, l’economo don Walter Groppello e i due consiglieri don Maurizio Macchi e don Leonardo Verrilli. Al ore 10.30, davanti alla Cappella dell’Apparizione con il canto Vergine benedetta, il direttore don Alessandro D’Acunto ha dato inizio a questo pellegrinaggio: “Vogliamo vivere come motivo di gioia e soprattutto di fede, questo nostro pellegrinaggio. Noi oggi siamo qui sulle orme di don Orione e la sua presenza la vediamo qui dalla statua davanti a questa Cappella che ci vuole ricordare la notte trascorsa in preghiera alla vigilia di una grande decisione: quella di acquistare il Paverano”.

ASCOLTA OMELIA (Sua Em.za Card. Angelo Bagnasco)

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SALUTO DEL DIRETTORE (Don Alessandro D’Acunto)

SALUTO DEL DIRETTORE PROVINCIALE (Don Aurelio Fusi)

BENEDIZIONE DEL CARDINALE (Sua Em.za Card. Angelo Bagnasco)

Giunti sul piazzale del Santuario il gruppo che contava in totale 450 persone è stato accolto dal rettore Mons. Marco Granara: “Benvenuti nel nostro Santuario” sottolineando subito con questo aggettivo l’appartenenza orionina di questo luogo. E poi ha ricordato una delle frasi mariane di don Orione che diceva ai pellegrini che accompagnava sul Monte Figogna: “Maria ci porterà a Gesù ed Egli ci guarirà da tutti i nostri mali, da tutte le nostre ferite”. Pregando ed invocando i Santi si è attraversata la Porta Santa e preso posto per la Celebrazione Eucaristica presieduta dal card. Angelo Bagnasco ed animata dal coro delle ragazze del Piccolo Cottolengo con i loro animatori ed educatori.

Nell’omelia il card. Bagnasco, riferendosi al brano evangelico proclamato, ovvero quello della visita di Maria ad Elisabetta, ha voluto sottolineare quanta carità fraterna/evangelica ha avuto anche don Orione. “Oggi, questa carità, ha proseguito, continua attraverso i suoi figli e voi malati siete il segno particolare di Gesù crocifisso e sofferente. Dobbiamo mantenere tutti insieme il nostro cuore vivo alla sorgente dell’Amore”.

Prima della benedizione, il direttore provinciale don Aurelio Fusi si è rivolto al cardinale con parole molto filiali: “Eminenza, salendo al Monte, mi sono venuti in mente i punti di riferimento di don Orione che tutti noi conosciamo: Gesù, Maria, Papa e Anime. Siamo saliti con questa motivazione: vogliamo imparare da Maria, come Lei ci ha ricordato nell’omelia, ha consegnarci a Gesù. Noi ci sentiamo davvero accompagnati, condotti da Gesù, dal suo amore per noi perché desideriamo renderlo vivo attraverso la carità che don Orione ci ha insegnato. Oltre naturalmente al Santo Padre, sono due i vescovi che noi amiamo di più: il vescovo di Tortona e il vescovo di Genova, perché don Orione ha segnato queste due Diocesi, in un modo particolare: rendendole, possiamo dire, due sorelle e pertanto ci viene spontanea la preghiera per voi”. Dopo un bel momento di fraternità con la condivisione del pranzo, si è ritornati in Santuario per la recita del Santo Rosario.

Si conclude così questo pellegrinaggio, si “scende dal monte” ricaricati nello Spirito, abbracciati dalla misericordia del Padre e confortati dall’intercessione di don Orione, lui che è “padre dei poveri e benefattore dell’umanità sofferente ed abbandonata”. Facciamo nostre le parole del cardinal Bagnasco che ha concluso la sua riflessione con questa invocazione che per tutti diventa preghiera e programma quotidiano di contemplazione, di vita, di azione: “La Madonna ci aiuti a mantenere il nostro cuore “vivo”, in questo giorno giubilare nel quale abbiamo attraversato la Porta Santa, simbolo di Cristo, porta delle pecore, perché introducendoci nel cuore di Dio e della Trinità, rinnovi e tenga viva la fiamma dell’amore di Dio perché possa alimentare l’amore quotidiano per i nostri fratelli”.