san marziano_2016Riportiamo l’articolo del sacerdote diocesano don Claudio Baldi (dal Il Popolo)

È stata una giornata veramente intensa quella del 7 marzo 2016. È la festa di San Marziano, patrono della città di Tortona e della Diocesi. Il Vescovo Vittorio, successore di Marziano alla sede tortonese, presiede alle 9.30 il canto solenne delle Lodi mattutine: in cattedrale i sacerdoti e i fedeli, insieme “coro di lode a Dio, grati a Lui per il dono di San Marziano”. Nella breve omelia il Vescovo invita i presenti a fare memoria del Vangelo e del martirio, custodendo nel cuore la forza di questo nostro ricordare, per continuare a seminarla oggi attraverso la nostra testimonianza. Come ogni anno il canto del “Te Deum”, con il pellegrinaggio all’urna di Marziano, vuole significare il ritorno simbolico alle sorgenti della fede e dell’amore di Dio, portati nell’antica Derthona del nostro primo pastore. Alle 10.30 in Seminario accogliamo il card. Angerlo Bagnasco, Arcivescovo metropolita di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, per l’incontro con i sacerdoti e i diaconi. Dopo una breve presentazione del nostro Vescovo, il Cardinale aiuta i presenti a leggere quanto avvenuto durante il Convegno ecclesiale della Chiesa Italiana a Firenze, collocandolo nel contesto attuale. 

Presenta, con dovizia di particolari e interessanti spunti di riflessione sul significato dell’umanesimo cristiano, e con un linguaggio appropriato e preciso, i rischi delle derive antropologiche attuali.
Tiene un’analisi lucida e puntuale dell’analfabetismo dell’umano odierno e delle preoccupanti conseguenze che la dittatura del relativismo, che non conosce altro se non l’io e le sue voglie, può portare.
Si sofferma quindi sul discorso che Papa Francesco ha tenuto a Firenze richiamando ampie citazioni dello stesso e ribadendo che l’umanità del cristiano è sempre in uscita: “Non è narcisistica, autoreferenziale. Quando il nostro cuore è ricco ed è tanto soddisfatto di se stesso, allora non ha più posto per Dio. Evitiamo di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli”.
Questo slancio missionario è programmatico e paradigmatico per la Chiesa, la quale per camminare non può che assumere gli stessi sentimenti di Cristo, rivestendosi di umiltà, di disinteresse e di beatitudine.

Alle 12.30 il pranzo insieme, fa respirare un’aria di comunione e di fraternità. Alle 15.30 nuovamente nel salone del Seminario per il secondo momento ufficiale della giornata: l’inaugurazione del Poliambulatorio voluto dalla Caritas Diocesana. È un momento molto significativo per la vita della nostra Diocesi e segno concreto di quella attenzione ai poveri che Papa Francesco tanto ricorda. Apre i saluti Sua Eminenza, il quale ricorda la dimensione del servizio come caratteristica essenziale della Chiesa e quindi il Vescovo Vittorio riconosce come l’ascolto sia il primo farmaco capace di guarire. Si alternano quindi interventi programmati: il sindaco di Tortona Gianluca Bardone, Dante Davio, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Riccardo Prete e Dino Cavanenghi; questi ultimi entrambi medici e responsabili del poliambulatorio, i quali ne illustrano brevemente il significato e il servizio prezioso per l’intera comunità. Mons. Bagnasco quindi impartisce la benedizione ai locali, assistito dal Vescovo e dal direttore della Caritas don Michele Chiapuzzi. Alle 18 la Cattedrale torna ad animarsi per la Santa Messa pontificale presieduta dal Cardinale e concelebrata da Mons. Viola e da numerosi sacerdoti; alla celebrazione c’è il Gonfalone civico di Tortona, accompagnato dal sindaco e dalle autorità civili e militari. In prima fila anche Sua Eccellenza il Prefetto di Alessandria. È solenne e composta la celebrazione, animata dalla Corale del Duomo. Mons. Bagnasco pronuncia l’omelia dalla Cattedra toccando temi di vitale importanza. Tutta la Cattedrale in silenzio segue le parole pacate e chiare del celebrante. Commenta il brano evangelico della missione invitando per prima cosa a pregare il padrone perché mandi operai alla sua messe affinché, anche se il mondo e la società sembrano muoversi in altre direzioni, non manchino mai pastori “che parlino di Dio e della vita eterna, veri punti di riferimento e operai generosi del bene comune”. Quindi invita a custodire il primato della fede poiché “non sono le nostre organizzazioni ecclesiali, le strutture e i mezzi che possono garantire l’efficacia della missione evangelizzatrice, ma la trasparenza della fede e dell’ amore […], senza mai far venir meno l’attrattiva del Vangelo, perché esso corrisponde alle esigenze più profonde di ogni cuore. Noi fatti di terra siamo destinati al cielo!”. Prima della conclusione un richiamo a San Marziano e al suo martirio: “I martiri di ieri e di oggi sono rifiutati dallo Spirito del mondo, perché diversi dal pensare e dall’agire comune. Non si sentono migliori ma graziati. Non sono perfetti, ma tendono alla santità. Sono dei dissidenti non per presunzione, ma per fedeltà e per amore di Dio e degli uomini. Sì! I cristiani sono dei dissidenti per amore. San Marziano incarna questa dissidenza santa”. Sono già le 19.30 quando termina la celebrazione; Mons. Bagnasco prima del congedo pronuncia nuovamente parole paterne di speranza e dopo aver ringraziato il Vescovo Vittorio per la comunione costruita fra le Diocesi della Conferenza Episcopale Ligure, estende a tutti i presenti la benedizione. Attraversa quindi la navata, preceduto dai rappresentanti degli ordini cavallereschi. Ma la giornata presenta ancora una gradita appendice: Sua Eminenza si intrattiene nuovamente, con il signorile rinfresco preparato dall’Istituto Santachiara, per un saluto fraterno alle autorità e a tutti coloro che lo desiderano, nel salone dell’Episcopio.