2016_ott_1_TORTONA_veglia missionaria religiose_diocesi_ (14)Nutrirsi di misericordia: Gesù stesso per noi

Vivete in pienezza la vostra vocazione nella missione della Chiesa” è questo l’augurio che il nostro vescovo Mons. Vittorio Viola ha rivolto sabato 1 ottobre, presso la Casa Madre delle Piccole Suore Missionarie della Carità di Don Orione nella quale è stato celebrato un momento di preghiera in occasione dell’inizio del Mese Missionario. La celebrazione è stata animata dalle suore delle diverse congregazioni guidate della delegata diocesana USMI Suor Maria Luisa Contotti appartenente alla Comunità delle Suore Benedettine della Divina Provvidenza di Voghera. Quattro segni e alcuni gesti hanno caratterizzato questa preghiera: la luce, la Parola, l’olio ed il sale. Una sintesi della riflessione del nostro vescovo ci aiuta a comprendere meglio questo momento celebrativo dal tema “Il Banchetto della Misericordia”. “Abbiamo preparato una mensa, la mensa che è il Santo Altare: Cristo unico nostro cibo e pane di vita ed i segni compiuti e collocati sopra di essa ci aiutano a comprendere la forza di questo cibo che è per noi Gesù: la Parola ed il suo corpo.

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Attorno a questa mensa, ci ricorda in nostro vescovo, dobbiamo riconoscerci tutti fratelli e sorelle perché questo cibo preparato per noi è la misericordia incarnata in Gesù Cristo. La luce della fede portata vuole significare l’incontro con lui, una luce per la nostra vita nella quale ciascuno è stato illuminato per il proprio cammino di vita. Questa luce si fa penetrante come una lama a doppio taglio che abbiamo venerato con il bacio, dato a Lui: Parola fatta carne. L’olio ha molteplici significati e capacità che ben si addicono allo Spirito: medicina, cosmetico ed alimento per il nostro corpo. Lo Spirito come l’olio vuole penetrare dentro di noi e ci vuole far divenire tutti degli unti, come Cristo e pertanto dobbiamo affrontare il combattimento contro noi stessi per appartenere completamente a Lui. Il sale, come ultimo segno, ci ricorda come esso ha la forza di conservare e dare sapore e non permette che si corrompa in noi il dono dello Spirito. Esso ci vuole trasformare in persone che sanno dare sapore al mondo. Più noi apparteniamo a Lui, più mondo riceve amore attraverso la nostra testimonianza. Nella vita consacrata c’è una spinta alla missione di andare verso il mondo. Lo si vive in particolare nella missione verso tutti i popoli dove molti missionari sono chiamati alla testimonianza del martirio. Al termine Mons. Viola lascia a tutte un messaggio che dovrebbe trasformarsi in preghiera quotidiana per tutte le consacrate: La vita religiosa ha in sé una spinta all’annuncio! La testimonianza delle vita religiosa per il mondo deve essere caratterizzata dall’essenzialità  e dalla comunione. Santa Teresina, patrona delle missioni, ci aiuta in questo con la sua semplicità di vita che è consegna di sé e che l’ha resa pienamente partecipe a questa spinta di missione nel mondo. Dobbiamo imparare stando intorno alla Mensa della fraternità a lasciarci illuminare dalla sua luce, a nutrirci della sua Parola, a trovare conforto dall’azione dello Spirito in noi che illumina la nostra vita per poter essere conservati dall’azione del sale che ci fa essere poi sale per il mondo.

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