Venerdì 20 marzo 2026, si è svolto in un clima di profonda partecipazione l’incontro tra il “Popolo di Dio” e il suo vescovo, mons. Guido Marini, tappa fondamentale di una Visita Pastorale vicariale. La Sala Paolo VI del Centro Mater Dei, presso la Parrocchia di San Bernardino, si è riempita di fedeli, religiosi e laici, segno tangibile di una comunità che avverte il desiderio di camminare insieme alla propria guida in un tempo di grandi cambiamenti. L’appuntamento ha rappresentato un momento di autentica comunione ecclesiale, dove mons. Marini, con il tratto di padre e pastore, ha delineato un orizzonte di profondo rinnovamento: il passaggio da una gestione parrocchiale tradizionale a un modello di Comunità Pastorale più ampio e dinamico. Il cuore della riflessione del Vescovo è partito da una lettura della realtà odierna. Con un territorio vastissimo che abbraccia tre regioni e una struttura frammentata in oltre 300 parrocchie, a fronte di un clero numericamente ridotto e anagraficamente anziano, non è più possibile restare chiusi nei vecchi confini dei campanili. Mons. Marini ha chiarito con fermezza che la scelta della “Comunità Pastorale” non è una sola esigenza logistica o “aziendale”, ma una necessità spirituale per tornare a “respirare Cristo”. L’obiettivo è una semplificazione che liberi la Chiesa dalle strutture burocratiche pesanti per dare più spazio alla missione, trasformando la parrocchia del domani in un luogo dove la collaborazione tra sacerdoti e il protagonismo dei laici diventano il motore essenziale per mantenere vive le comunità.
Particolarmente toccante è stato l’invito a superare la nostalgia per il passato e il pessimismo che spesso spegne l’entusiasmo. Un volto della Chiesa “scorbutico” o ripiegato sulle mancanze non è capace di attrarre nessuno; al contrario, il Vescovo ha esortato i fedeli a vivere la propria identità con gioia in ogni ambito della vita quotidiana. Al centro di questo organismo rinnovato deve restare l’adorazione e la centralità dell’Eucaristia, affinché le chiese rimangano luoghi di preghiera aperti e accoglienti, capaci di intercettare chiunque cerchi un contatto intimo con il sacro. Il Vescovo ha poi richiamato la comunità a una carità concreta e a una gestione solidale dei beni, invitando a superare il concetto di “proprietà privata” delle risorse parrocchiali per sostenere le realtà più in difficoltà. Guarire dall’individualismo e dall’abitudine significa, per mons. Marini, riscoprire le radici apostoliche che risalgono al martirio di San Marziano, rendendo la testimonianza cristiana più coraggiosa e meno burocratica. A conclusone dell’intervento del Vescovo, si è aperto un fraterno dialogo con i presenti che ha arricchito ulteriormente l’incontro. Diversi sono stati gli interventi, tutti accomunati dalla ferma volontà di partire subito insieme, unendo le forze per un obiettivo comune. Tra i punti principali emersi, la preghiera è stata posta al centro come motore di ogni attività: si è discusso, ad esempio, di ampliare i momenti di Adorazione e di creare nuovi spazi di preghiera specifici per i giovani e per i lavoratori al mattino presto. L’intento chiaro è quello di trovare ogni modo possibile per andare incontro alle persone nella loro quotidianità, intercettando i bisogni come ad esempio di chi di chi studia o lavora e a orari ordinari differenti. Particolare attenzione è stata posta anche sulla dimensione della fragilità, con un intervento mirato sull’importanza di raggiungere i malati direttamente nelle loro abitazioni, portando loro vicinanza e conforto. È emersa con forza la consapevolezza che ogni gruppo è importante e che solo lavorando in sinergia, valorizzando le specificità di ciascuno, si può davvero fare la differenza sul territorio. Al termine condividendo un momento di agape fraterna è rimasta la sensazione di una Chiesa che vuole rinnovare con coraggio il proprio “sì” al Vangelo, pronta a trasformare le riforme organizzative in una straordinaria occasione di rinascita spirituale e missionaria.
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