Nel secondo giorno del triduo in onore di San Luigi Orione, il nostro Santuario, giovedì 14 maggio, ha vissuto un bel momento spirituale. In occasione della Giornata Sacerdotale diocesana, la Santa Messa è stata presieduta dal nostro Vescovo Mons. Guido Marini, insieme a numerosi sacerdoti e da molti fedeli riuniti in preghiera. È stata una celebrazione che ha guardato al futuro con speranza, segnata dal rito di ammissione agli Ordini Sacri di alcuni candidati e rito di conferimento dei ministeri del lettorato e dell’accolitato, tra i quali abbiamo avuto la gioia di vedere il nostro parrocchiano Andrea Iovino, ammesso al ministero dell’Accolitato. Ad Andrea va l’augurio più affettuoso della comunità: che il suo “eccomi” sia sempre più pieno e che il servizio all’altare diventi specchio di una vita donata con gioia, seguendo le orme del nostro Santo Fondatore.
Durante l’omelia, il Vescovo ha tracciato una riflessione profonda partendo dai dati della visita pastorale: 127 sacerdoti oggi operanti, molti dei quali anziani. Tuttavia, ha esortato a non lasciarsi ossessionare dai numeri, poiché la vera sfida è la santificazione. “Basta un santo per cambiare le sorti di una comunità”, ha ricordato il Vescovo, indicando nella figura di San Mattia i tre pilastri del ministero: rimanere in Gesù, dare la vita e vivere nella gioia. Ha invitato i sacerdoti a un’intimità d’amore con il Signore che non sia un semplice “fanalino di coda” della giornata, ma il centro di tutto, e ha esortato i fedeli a sostenere i propri pastori con la preghiera e con una vicinanza che sappia essere anche luce e stimolo nel cammino.
Questo richiamo alla dedizione totale trova la sua eco perfetta nel carisma orionino. Don Orione ci ha insegnato che il sacerdote deve essere “l’uomo della carità e del sacrificio”, un incendio d’amore che si consuma per il bene degli ultimi e della Chiesa. Affidiamo alla Madonna il cammino di questi nostri fratelli ed in particolare di Andrea, affinché la nostra Chiesa Tortonese sia sempre viva, non per la forza dei numeri, ma per la santità dei cuori, agendo secondo l’invito del Santo: “Il nostro sacerdozio deve essere un sacerdozio di carità e di umiltà, per pulire le piaghe dei poveri”.
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GUARDA LE FOTO (di Lella Zannini)
