La Cripta del Santuario della Madonna della Guardia è uno dei luoghi più intensi e suggestivi della spiritualità orionina. Nata come chiesa inferiore del grande complesso voluto da Don Orione negli anni Venti del Novecento, oggi è la sede della Parrocchia di San Bernardino.
Don Orione la immaginò come uno spazio raccolto, dedicato all’Addolorata e al suffragio dei defunti. Per quarant’anni custodì le sue spoglie, insieme a quelle di Don Sterpi e Don Gasparri, figure fondamentali della Congregazione. Non sorprende che la Cripta sia diventata presto meta di pellegrinaggi, luogo di memoria e di preghiera.
Qui si trova anche la suggestiva Sala dei Ricordi, con i dipinti di Marcora che raccontano la vita del Santo e il celebre bronzo di Arrigo Minerbi che lo ritrae negli ultimi istanti.
Negli anni che hanno preceduto la consacrazione a parrocchia, avvenuta nel novembre 2024, la Cripta è stata oggetto di un importante intervento di restauro: risanamento strutturale, bonifica delle pareti, adeguamento degli impianti. La vera trasformazione è avvenuta anche grazie all’incontro con l’arte contemporanea. Il protagonista di questa rinascita è lo scultore Andrea Mastrovito, artista di fama internazionale, che ha saputo dialogare con la storia del luogo e con la spiritualità orionina, trasformando la Cripta in una vera “fucina d’arte moderna”.
Mastrovito ha scelto di lavorare con la sua caratteristica tecnica “a scavo”: incisioni dirette sulle pareti, che emergono come ferite di luce e raccontano, attraverso linee essenziali, la vita di Don Orione, i suoi gesti, la sua carità instancabile. Non decorazioni, ma segni che parlano, che scavano nella materia come la fede scava nel cuore.
Il fulcro del progetto è l’altare in marmo bianco, attraversato da una crepa netta e drammatica.
Quella frattura non è un semplice elemento estetico: richiama le esperienze vissute da Don Orione nei terremoti di Messina (1908) e della Marsica (1915, dove fu tra i primi soccorritori).
Eppure, quella crepa non divide: si ricompone grazie a tre chiavi di volta in marmo nero, simbolo di rinascita, di unità ritrovata, di una fede che ricostruisce ciò che sembra perduto.
Altri tre importanti elementi sono stati oggetto del lavoro di Mastrovito: l’ambone, il battistero e l’abside. L’ambone, scolpito con la stessa tecnica, sembra nascere dalla terra: la Parola che si radica nella vita concreta delle persone; il battistero, essenziale e luminoso, richiama l’acqua che rigenera e apre alla vita nuova; l’abside, con le sue incisioni, diventa un abbraccio visivo che accompagna la preghiera.
Accanto alle opere contemporanee, la Cripta custodisce un prezioso altare storico del Santissimo Sacramento, proveniente dal noviziato orionino, davanti al quale pregò lo stesso Don Orione. Il contrasto tra antico e moderno non crea frattura: è un ponte che unisce generazioni, sensibilità e linguaggi diversi.
Il 20 novembre 2024 la Cripta è stata consacrata come nuova sede della Parrocchia di San Bernardino. Nell’altare sono state deposte le reliquie dei santi Marziano, Bernardino e Luigi Orione, un gesto che unisce storia, fede e identità.
Sotto la guida di don Luigino Brolese, oggi la cripta è diventata il cuore spirituale del quartiere, una casa per la comunità e un punto di luce per chi cerca silenzio, preghiera e bellezza.
