Giovedì 12 febbraio 2026, il Santuario della Madonna della Guardia di Tortona ha accolto per l’ultima volta Sr. M. Teresa Vila, Piccola Suora Missionaria della Carità dell’Opera di Don Orione. La celebrazione è stata un vero momento di “famiglia”, resa ancora più significativa dalla presenza della Madre Generale, Madre Alicja Kędziora, da tante consorelle, confratelli e molti amici. Il feretro, portato in spalla dai suoi cari volontari ed amici, giunto dalla Casa Madre dove Sr. Teresa ha vissuto la sua ultima tappa terrena, è stato accolto in un Santuario gremito da una folla eterogenea: dalle autorità civili e militari alle consorelle, fino ai tanti fedeli. Tra i banchi non esistevano distinzioni di rango, poiché Sr. Teresa aveva la rara capacità di accogliere chiunque con la stessa semplicità e profonda sensibilità, facendo sentire ognuno speciale. All’inizio della celebrazione, la lettura del necrologio ha delineato i tratti di una missione instancabile, soffermandosi in particolare sui lunghi anni di servizio apostolico presso il Piccolo Cottolengo. In quel luogo, Sr. Teresa si è dedicata con amore materno alle “perle di Don Orione”, i bambini, costruendo intorno a loro e alle loro famiglie un clima di autentica fraternità. La sua era una carità concreta, capace di dare risposte a chiunque bussasse alla sua porta in cerca di conforto materiale o spirituale. Questa dedizione è stata il cuore dell’omelia di Don Alessandro D’Acunto, che ha presieduto la celebrazione tratteggiando il ritratto di una vita donata nel silenzio e definendo la religiosa come un riflesso tangibile del Vangelo. Don Alessandro ha ricordato come la sua vocazione non sia mai stata un dovere, bensì una adesione libera e gioiosa a una chiamata superiore, vissuta con quella discrezione tipica di chi sa ascoltare l’altro senza clamore. Ha poi sottolineato la forza con cui Suor Teresa ha affrontato la malattia, ricordando che per lei la morte non è un traguardo, ma un transito verso la Luce che ha sempre cercato. In un passaggio molto toccante, ha esortato i presenti a non lasciarsi vincere dalla nostalgia, ma a raccogliere un testimone impegnativo: “Suor Teresa non ci lascia un vuoto, ma un compito: quello di amare con la stessa gratuità con cui lei ha amato noi, vedendo il volto di Cristo in ogni fratello incontrato sul cammino”. Al termine della celebrazione, la commozione si è fatta ancora più profonda con le testimonianze finali della superiora provinciale Madre Mabel e di Armanda, amica e volontaria, che hanno descritto Suor Teresa come una madre e una sorella capace di trasformare i cuori attraverso una bontà senza misura e di fiducia e abbandono totale alla Provvidenza che non è mai mancata. Don Alessandro ha portato il saluto del vescovo diocesano mons. Guido Marini, vicino con la preghiera e l’affetto e che non è potuto essere presente fisicamente perché si trova agli Esercizi Spirituali. La celebrazione si è conclusa con la processione verso la Cripta del Santuario, dove Suor Teresa è stata sepolta accanto ai confratelli e alle consorelle della famiglia orionina. Resta, in chi l’ha conosciuta, il ringraziamento per quella che Madre Mabel ha definito, ancora una volta, “un cuore senza confini”, una luce di carità che continuerà a risplendere attraverso le tante vite che ha saputo avvicinare per dare conforto da vera samaritana.
GUARDA LE FOTO (di Claudia Nalin)
