QUANDO IL PRESEPIO CAMBIA LA VITA
Il 6 gennaio 2026 il Santuario Madonna della Guardia di Tortona ha accolto numerosi fedeli per la solenne celebrazione eucaristica dell’Epifania del Signore. La Santa Messa pontificale delle ore 17.00, è stata presieduta dal vescovo diocesano, mons. Guido Marini, e concelebrata da alcuni sacerdoti orionini, in un clima di profonda partecipazione e raccoglimento. La liturgia è stata animata dal canto della Corale del Santuario, diretta dal M° Enrico Vercesi, che ha accompagnato i diversi momenti celebrativi con solennità e intensità spirituale. In particolare, al termine della proclamazione del Vangelo, il maestro Vercesi ha intonato l’Annuncio del giorno di Pasqua, antico e suggestivo testo che collega il mistero dell’Epifania alla luce della Risurrezione, cuore dell’anno liturgico. Nell’omelia, mons. Guido Marini ha raccontato il suo amore per il presepio, nato nell’infanzia e diventato col tempo un luogo di preghiera e contemplazione. “Davanti al presepio ho imparato a meditare sui personaggi, immedesimandomi in essi nelle diverse stagioni della mia vita. Un racconto mi ha colpito in modo particolare: quello di una natività artistica alla quale mancava la figura di Erode, simbolo di chi rifiuta Gesù ed un giovane, scelto come modello per Erode, riconosce con dolore che da bambino aveva invece fatto da modello per Gesù e si converte profondamente. Questa vicenda diventa occasione di meditazione sul rischio di passare dal riflettere il volto di Cristo a quello del male. Il presepio diventa così uno specchio del cuore umano, capace di riflettere Gesù oppure Erode. Nell’Epifania siamo invitati a riconoscere le nostre infedeltà, a pentirci e a convertirci“. Ha concluso poi invitando tutti a essere riflesso del volto di Gesù: “ogni cristiano è chiamato a diventare epifania di Cristo nel mondo“. Al termine il rettore ha saluto e ringraziato il vescovo per la sua presenza e le sue profonde parole che invitano ognuno di noi a guardare a quel Bambino e mettersi sempre in ascolto della sua Parola. Il Santuario, con i suoi numerosi fedeli e devoti provenienti dalla città stessa e dai paesi vicini, ha offerto un’immagine viva di Chiesa in cammino, raccolta attorno all’Eucaristia nel giorno in cui Cristo si rivela come speranza per l’intera umanità come è stato per le celebrazioni del periodo natalizio, una partecipazione particolarmente numerosa e sentita. Molti fedeli hanno preso parte alle liturgie e numerosi si sono accostati al sacramento della Riconciliazione, riscoprendo la grazia del perdono e la gioia di un cuore rinnovato. A fare da cornice spirituale a questo tempo di grazia, risuonano ancora attuali le parole di san Luigi Orione sul Natale, tanto care alla tradizione del Santuario: il santo invitava a contemplare il Bambino Gesù come «il Dio della carità che si fa piccolo per insegnarci ad amare», ricordando che dal presepe nasce una fede concreta, capace di farsi servizio, attenzione ai poveri e fiducia nella Provvidenza. Un messaggio che continua a illuminare il cammino dei fedeli anche oggi.
ASCOLTA L’OMELIA (mons. Marini)
