La serata di martedì 17 marzo 2026 ha segnato una tappa fondamentale per il Vicariato di Tortona. Presso la Parrocchia del Sacro Cuore, la Visita Pastorale di mons. Guido Marini si è aperta con la celebrazione della Santa Messa, cuore pulsante dell’incontro. Durante l’omelia, il Vescovo ha paragonato il cuore umano a un mare spesso agitato dal male, che può essere risanato solo dall’acqua viva della grazia di Dio che sgorga dal tempio. Citando San Tommaso d’Aquino, ha ricordato che per lasciarsi guarire e diventare santi occorre una sola condizione: «Se vuoi», poiché Dio compie meraviglie solo se trova il coraggio del nostro “sì” libero e fiducioso.
Dopo la celebrazione, la serata è proseguita con un momento di riflessione del Vescovo e di confronto dedicato ai membri dei Consigli Pastorali, degli Affari Economici e ai referenti parrocchiali di tutto il territorio. In questo contesto, mons. Marini ha consegnato una profonda riflessione teologica sulla fisionomia della Chiesa, basata sul racconto della Pentecoste e declinata in tre coordinate essenziali: Fede, Comunione e Missione. Il Vescovo ha spiegato che la Fede è l’incontro con un Dio “alleato” che cammina con noi; la Comunione è il dono dello Spirito che ci rende un corpo solo superando ogni divisione; la Missione è l’audacia di uscire dal cenacolo per annunciare a tutti la bellezza di quanto abbiamo ricevuto.
Un punto centrale della serata è stato il richiamo alla corresponsabilità tra i presbiteri e i fedeli laici. Ringraziando per il prezioso servizio svolto nelle singole comunità, il Vescovo ha esortato tutti a compiere un passo avanti, imparando a guardare oltre i confini della propria parrocchia per abbracciare la dimensione del vicariato. La Chiesa vive e cresce quando carismi e competenze diverse si uniscono in una sinergia concreta, superando i particolarismi per una testimonianza corale. Tutto questo impegno deve essere vissuto sempre radicati nella speranza: mons. Marini ha invitato a non temere le fatiche del tempo presente o il calo dei numeri, ricordando che, come accadde alla Chiesa delle origini, anche nelle tribolazioni opera il “però” della Provvidenza divina. Alcuni dei presenti sono poi intervenuti con alcune testimonianze e riflessioni con la volontà di essere presenti in modo attivo per camminare insieme. «Non abbiate paura, io sono con voi», è stato l’incoraggiamento finale, affidando ai presenti il compito di essere focolari accesi di speranza per l’intero vicariato.
AUDIO OMELIA (Mons. Marini)
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