La solennità di San Luigi Orione è fissata al 16 maggio, giorno della sua canonizzazione. Ma il 12 marzo, anniversario della sua morte è il “dies natalis” del Santo, il giorno del suo passaggio “di qui al cielo”.
Questo giorno conserva una carica di nostalgia e di tenerezza che rende molta viva questa memoria che, comunque, è una festa per il trionfo della sua umanità esaltata dalla morte alla beatitudine di Dio. Gli epicentri di questa memoria sono il “Paterno” di Tortona, luogo in cui Don Orione visse per 40 anni e da cui partì il 9 marzo 1940, e “Villa Santa Clotilde” di Sanremo, ove morì dopo solo soli tre giorni.
La Casa di Don Orione a Tortona ha tenuto le “porte aperte” durante tutta la giornata del 12 marzo per quanti volevano fare un pellegrinaggio della memoria, con guide che aiutavano a ricordare oltre che a vedere. Numerose persone sono affluite.
Un gruppo di sacerdoti della città di Pavia sono venuti per scoprire qui come Don Orione visse e voleva i sacerdoti in un tempo molto simile al nostro quanto al bisogno di “andare al Popolo”, di fare unità nella Chiesa, di sfuggire alla volatilità delle parole con la solidità delle opere di carità.
“L’Armonium che conserviamo nella Casa di Tortona – è scritto in una lettera di Don Orione -, è l’Armonium stesso su cui suonava don Lorenzo”. E quell’armonium ora si trova antico studio del “Paterno” e, accanto, eccezionalmente, è stato messo in mostra anche il prezioso spartito autografo della “Resurrezione di Cristo”, opera di Lorenzo Perosi del 1898.
Nel pomeriggio del 12 marzo, alle ore 17, nella chiesa di San Michele, c’è stato un evento culturale dal titolo “Il maestro Perosi e Don Orione. Amicizia d’arte e di fede” che ha preso spunto dalla pubblicazione dell’omonimo libro di Don Flavio Peloso (Ed. Rubbettino, p.312). Ha sorpreso la numeroso partecipazione.
Sono intervenuti il dott. Enrico Vercesi, musicologo esperto di Perosi, don Paolo Padrini, direttore artistico del “Lorenzo Perosi Festival” di Tortona, e don Tarcisio Vieira, superiore generale degli Orionini.
Con corrispondenza, foto e musiche provenienti dagli originali conservati nell’Archivio Don Orione di Roma, è stato illuminato il consistente e duraturo legame di amicizia tra Don Orione e Lorenzo Perosi e l’intera famiglia dei Perosi che molto contribuì all’avvio del primo Collegio, germoglio della nascente Congregazione.
La Corale San Luigi Orione ha eseguito, in prima assoluta, alcuni brevi brani musicali inediti composti da Lorenzo Perosi appositamente per Don Orione.
La festa di San Luigi Orione ha avuto il suo culmine con la concelebrazione della Messa presieduta con tono familiare, dal superiore generale don Tarcisio Vieira. Nel momento dell’omelia ha chiamato accanto a sé il gruppo di chierici che si trovano attualmente al Paterno per un tempo di formazione.
Provenienti da differenti nazioni, i chierici hanno dato l’immagine viva di Don Orione “un cuore senza confini” che dal Cielo continua a ispirare ideali e progetti per il bene della Chiesa e del mondo dei più poveri. La giornata si è conclusa con l’immancabile segno di amicizia del “Caffè di Don Orione” e della conversazione tra amici. (fonte: don Flavio Peloso)
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