MARIA, CUSTODE DI GESU’
Siamo ormai giorni all’ultimo giorno della novena e già alla sera di questo giorno risuona il canto del Magnificat. La Chiesa in questa giornata fa memoria del grande Padre Sant’Agostino che ha fatto dell’assemblea eucaristica il momento centrale della vita della sua comunità. Le sue numerosissime omelie mostrano come sapeva adattare la Parola di Dio alla mentalità del suo ambiente umano. Alle ore 17 Don Flaviu che conclude così la sua predicazione, sottolineando come questa novena ci ha guidati a chiedere un cuore nuovo, vivo e simile a quello di Maria, con l’impegno di continuare ad alimentarlo e farlo crescere anche dopo la festa. “La Vergine ci indica due pilastri fondamentali per la nostra vita di fede: il servizio al prossimo e la lode a Dio. Maria incarna il servizio autentico avviandosi senza esitazione verso Elisabetta per aiutarla, insegnandoci che fare il bene richiede sacrificio, sforzo e superamento dell’egoismo, senza cercare il plauso altrui ma concretizzandosi nella carità (come testimoniato dall’opera di Don Orione e dai laici). Al contempo, la vera carità si distingue dalla filantropia perché nasce dall’amore per Dio; come nel Magnificat, Maria non si lamenta delle fatiche ma glorifica il Signore. Siamo dunque chiamati a non farci frenare dalle difficoltà, a scorgere il bello e a lodare continuamente Dio, certi che Egli ha fatto e farà grandi cose per ciascuno di noi e non dimentica nessuno”. Alle ore 21 la celebrazione è stata presieduta dal rettore don Luigino Brolese che nella riflessione che evidenziato come attraverso la preghiera del Magnificat, Maria ci introduce nel santuario del suo cuore, rivelando come Dio ribalti le logiche umane e prediliga l’umiltà. “Anche se la storia reale sembra dominata da ricchi e potenti, Maria legge il mondo con gli occhi del Figlio, vedendo una storia capovolta in cui chi serve e si abbassa è in realtà il più grande. La vita della Chiesa e della società non è mandata avanti soltanto dalle funzioni solenni o dai ruoli ufficiali, ma da un immenso amore sommerso fatto di sacrifici quotidiani, preghiere nascoste e dedizione agli ultimi. Ciascun fedele è dunque chiamato a riconoscere le grandi cose che Dio compie nella propria esistenza per poter cantare il proprio personale Magnificat. A cento anni di distanza, si ricorda l’evento della notte del 27 agosto 1926 a San Bernardino, quando un grave incendio devastò la chiesetta a soli due giorni dalla Festa della Madonna della Guardia. Nonostante le fiamme avessero annerito la statua e distrutto arredi ed ex voto, la reazione di Don Orione e la straordinaria partecipazione del popolo riuscirono a domare il fuoco e a salvare l’altare. Quel drammatico episodio non fermò i festeggiamenti, che anzi videro un’affluenza di fedeli mai vista prima, e servì da potente catalizzatore spingendo la comunità ad accelerare i lavori per la costruzione del nuovo e grande Santuario”. La celebrazione è stata animata dalla Corale del nostro Santuario diretta dal M° Enrico Vercesi ed all’organo il M° Alberto Do. Alle ore 23 mons. Marini ha presieduto la Messa “veglia degli uomini e dei giovani” sottolineando nell’omelia come nel giorno della Madonna della Guardia la Chiesa la invoca come «celeste custode», un titolo che esprime la sua costante cura materna e il suo compito principale: custodire l’esperienza di Gesù nei nostri cuori. “Maria ci aiuta a mantenere Cristo al centro della vita attraverso tre dimensioni fondamentali: l’ascolto quotidiano e generoso della sua Parola, l’amore profondo per la sua presenza reale nell’Eucaristia e lo slancio missionario nel testimoniarlo agli altri. Come la campana detta “la sperduta” della Basilica di Santa Maria Maggiore guidò una pellegrina smarrita nella nebbia, così Maria intercede per noi quando ci perdiamo a causa delle distrazioni o della tiepidezza spirituale. Invocandola con fede, la Vergine ci soccorre sempre, riportandoci sulla retta via dell’incontro con il Signore”. Al termine del cortile del Santuario tutti insieme come da tradizione ideata dal Fondatore hanno gustato il “Caffè di Don Orione”.
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ore 17.00 (don Flaviu)
ore 21.00 (don Brolese)
ore 23.00 (mons. Marini)
GUARDA LE FOTO (di Luigi Bloise)
NOVENA
MESSA CAFFE’
