ENTRARE NEL TEMPIO PER ESSERE AMATI PER POI AMARE
In questo quinto giorno di novena la Basilica è in festa, celebrando l’anniversario della Dedicazione. Un giorno nel quale oltre alla possibilità di lucrare l’indulgenza, ogni fedele ha potuto riflettere in modo più profondo sul “Tempio del proprio corpo ” come hanno ricordato le letture proposte. Alle ore 17 don Flaviu nella riflessione commentando il Vangelo evidenzia come viene mostrato un Gesù insolitamente adirato che purifica il cortile del tempio, un gesto simbolico rivolto non contro i mercanti, che svolgevano un lavoro lecito, ma a favore dei pagani. “Cacciando i venditori dall’unico spazio loro accessibile, Gesù manifesta la sua missione di abbattere le barriere ed estendere la salvezza a chiunque stia “fuori”. A questo spirito si è ispirato Don Orione nel costruire il santuario lungo la trafficata via Emilia, ponendo in alto una grande statua della Madonna affinché tutti, anche da lontano, potessero volgere lo sguardo a Dio. Il Signore non chiude le porte a nessuno e attende sempre con speranza il ritorno di chi si è allontanato. Oggi la nostra missione è essere luce per gli altri, testimoniando la fede sia con la nostra interiorità sia con l’azione esterna. Come insegna San Paolo, il nostro corpo è tempio dello Spirito Santo e dobbiamo riflettere la presenza di Dio nella vita quotidiana. Siamo chiamati ad avere fiducia nel cambiamento del prossimo, diventando punti di riferimento per chi è smarrito. Attraverso la nostra testimonianza autentica, la grazia divina può raggiungere specialmente i più lontani, i sofferenti e chi ha maggiormente bisogno di ritrovare la speranza”. Alle ore 21 il vescovo Prastaro nell’omelia sottolinea come in questo giorno della dedicazione del santuario dedicato alla Vergine Maria, dobbiamo riscoprire la chiesa come vera e propria casa di preghiera. “Seguendo l’esempio dell’umiltà di Maria, siamo chiamati ad aprirci per farci guardare da Dio con amore e gratuità. Lo sguardo divino è lo stesso sguardo della creazione, benevolo e privo di condanna, che riconosce ciascuno come prezioso e amato fin prima della nascita. L’amore di Dio non deve essere conquistato o meritato con le opere, poiché viene donato liberamente e rispetta sempre la piena libertà dell’uomo. Anche nei momenti di lontananza o di peccato, il Signore rimane ostinatamente fedele nel suo affetto paterno. Entrare in chiesa significa quindi fare un’esperienza profonda dell’amore di Dio, lasciandosi trasformare dalla sua grazia. L’incontro con questo amore non rimane però fine a se stesso, ma spinge a uscire dal tempio per donarlo agli altri. In sintesi, come ricordano le scritte alle porte del tempio, in chiesa si entra per farsi amare da Dio e si esce per amare i fratelli”. Presente il vicariato di Tortona con il vicario foraneo don Claudio Baldi con tutti i sacerdoti della vicaria e un bel gruppo di orionini. Ad animare la liturgia i cori riuniti del vicariato diretti dal M° Daniela Menditto.
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ore 17.00 (don Flaviu)
ore 21.00 (mons. Prastaro)
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