LA GIOIA DI MARIA NEL MAGNIFICAT
Secondo giorno della novena alla Madonna della Guardia nel quale la Chiesa celebra la memoria del Papa San Pio X. “Il Santo Padre Pio X sarà sempre il nostro sommo Benefattore, il nostro Papa”, è il pensiero di don Orione rivelatore dell’affetto, dell’interessamento, della protezione validissima data dal Pontefice alla Piccola Opera. Durante l’udienza privata del 19 aprile 1912, offrì a don Orione la gioia di fare i voti perpetui nelle sue stesse mani: “Da testimoni faranno il tuo e mio angelo custode”. Alla Santa Messa delle ore 17 Don Flaviu ha incentrato la riflessione sul primato dell’amore verso Dio e verso il prossimo, comandamento fondamentale che deve animare ogni nostra azione. “Riti, preghiere, liturgia e persino le opere di carità rischiano di diventare involucri vuoti e privi di vita se vissuti solo per abitudine, obbligo o precetto. Come dimostra l’esperienza missionaria in Amazzonia, dove la fede è sopravvissuta soltanto laddove è stato trasmesso un amore vivo e concreto, le sole formule memorizzate non bastano a preservare la vita spirituale. Maria ci mostra che non servono norme complesse per seguire Dio, ma un cuore capace di amare concretamente fino alla fine. L’amore per Dio e quello per il prossimo sono indissolubili: non si può amare il Creatore ignorando chi ci sta accanto, né si può aiutare davvero qualcuno senza prima amarlo. Ricordando San Pio X, esempio di carità operosa e semplicità, la predica invita a chiedere l’intercessione della Madonna per donarci la forza di amare e superare ogni egoismo”. Alle ore 21, Mons. Prastaro nell’omelia ha commentato il brano evangelico del Magnificat evidenziando come la preghiera di Maria non sia un atto formale, ma l’espressione viva dell’incontro con Dio. “Maria esulta con tutto il suo essere non per eventi esterni di poco conto, ma per l’azione straordinaria che il Signore compie nella sua vita, invitando così i fedeli a non aver paura di manifestare apertamente la gioia della fede e a superare la tendenza al lamento attraverso una gratitudine quotidiana. “Magnificare” il Signore significa riconoscere la sua reale grandezza e bellezza, contrastando l’idolatria di un Dio costruito a propria immagine, usato per giustificare la guerra o temuto come un giudice punitivo. Dio vuole la felicità dell’uomo e lo ama incondizionatamente; pertanto, il messaggio di Maria è un richiamo ad abbandonare i rancori, i pregiudizi e le piccolezze materiali per rivolgere lo sguardo in alto, verso le cose grandi dell’amore di Dio”. In questa serata presenti i vicariati di Broni-Stradella e Casteggio con i sacerdoti don Gianpaolo Civillini parroco di Broni, don Gianfranco Maggi vicario foraneo di Casteggio e don Paolo Padrini parroco di Casteggio e un costante gruppo di sacerdoti orionini. Ad animare la liturgia, il Coro “San Giovanni Bosco” di Torricella Verzate diretta dal M° Matteo Stella.
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ore 17.00 (don Flaviu)
ore 21.00 (mons. Prastaro)
GUARDA LE FOTO (di Luigi Bloise)
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