SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – anno C– AUDIO commento di Don Achille Morabito

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – anno C– AUDIO commento di Don Achille Morabito

Celebriamo la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Gesù invita a mangiare quel Pane e a bere quel Vino, mediante i quali egli dona la sua vita. Il segno del cibo e della bevanda dice che Gesù non si limita a offrire il suo amore eroico fino al sacrificio, ma ci offre la possibilità di avere la sua stessa vita dentro di noi, vita della nostra vita: comunione filiale con il Padre, amore generoso e gratuito verso il prossimo. Accogliamo la presenza del Signore nell’Eucaristia per essere davvero trasformati in Lui! Ti sei fatto pane sul nostro altare perché tu sei colui che soddisfa i nostri essenziali bisogni di realtà infinite. Ti sei fatto pane per noi, perché in te sono racchiusi tutti i palpiti di vita sparsi nella creazione. Ti sei fatto pane per noi, Signore, perché in te sono le ferite provocate dal sudore e dalla fatica sofferta per colmare la fame quotidiana. Ti sei fatto pane per noi, perché sei la speranza e il desiderio di tutti gli affamati e i diseredati, presenti in ogni angolo della terra. Ti sei fatto pane per noi, ma non come quello che hanno mangiato nel deserto i nostri padri — e sono morti — , perché tu sei il pane donato dal Padre e disceso dal cielo, che soddisfa e appaga l’insaziabile bisogno di eternità. Ed è mangiando questo tuo corpo, fattosi pane, che siamo “digeriti” da te, fino ad essere una sola cosa con te.

Voghera: Celebrato Sant’Antonio di Padova nella parrocchia orionina di San Pietro – audio omelia Viola e Vanoi

Voghera: Celebrato Sant’Antonio di Padova nella parrocchia orionina di San Pietro – audio omelia Viola e Vanoi

SENTIRE IL DESIDERIO DI APPARTENERE A CRISTO

Giovedì 13 giugno, la Parrocchia orionina di “San Pietro Apostolo” in Voghera ha celebrato la festa in onore di Sant’Antonio di Padova. Per l’intera giornata, molti fedeli e devoti hanno partecipato alle celebrazioni e portato nelle loro case i “panini benedetti” in onore del Santo. La Celebrazione principale è stata presieduta dal nostro vescovo Mons. Vittorio Francesco Viola cui è seguita la Processione per le vie della città conclusa con il tradizionale “panegirico”.    

AUDIO OMELIA (Don Vanoi)

AUDIO PANEGIRICO (Mons. Viola)

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“O tu di Padova, mirabil Santo!”, questo bellissimo inno è riecheggiato in onore a Sant’Antonio da parte dei numerosi fedeli della città e dintorni recatisi per invocare la sua protezione e implorare grazie. Il canto delle Lodi ha dato inizio alla giornata che ha visto come da programma la celebrazione delle Sante Messe presiedute dai sacerdoti orionini della comunità. Nel pomeriggio è stata festa per “i più piccoli” nel cortile dell’oratorio dove il parroco Don Loris Giacomelli ha benedetto i bambini affidandoli alla protezione del Santo. In Chiesa, è stato recitato il rosario, i solenni vespri e la Santa Messa presieduta da don Renzo Vanoi, rettore del Santuario della Guardia di Tortona, il quale nell’omelia ha sottolineato come l’intercessione di Sant’Antonio in questo mondo odierno ci aiuti ad avere più capacità di ascolto del nostro Dio che si rivolge ad ognuno di noi. “Noi siamo qui oggi, ha detto don Vanoi, perché qualcuno prima ha vissuto e reso concrete queste cose e noi ora le portiamo avanti perché sappiamo che solo così la nostra vita ha un significato. Continuiamo a costruire il Regno di Dio vivendo nel Signore”. La sera, il momento solenne della festa con la celebrazione della Santa Messa e Processione per le strade della Parrocchia presieduta dal nostro vescovo Mons. Vittorio Francesco Viola ed animata con canti e preghiere. Al termine, Mons. Viola nel “panegirico” ha posto l’accento ad alcune indicazioni pratiche per i presenti, tratte dagli insegnamenti di vita di Sant’Antonio. “Questo nostro peregrinare per le nostre vie è espressione del desiderio che Sant’Antonio entri nelle nostre case, nei nostri cuori. Lasciamo guidare da Dio come fece Antonio, e poter aver gli occhi di chi ha un cuore puro che riconosce i segni e le parole infinite che Dio mette dentro la nostra vita. Vogliamo guardare a lui come esempio di sequela al Signore riscoprendo quella passione per l’annuncio del Vangelo che diventa per noi possibilità di vita nuova testimoniata nella carità”.

Tortona (Santuario): Pellegrinaggio delle Case orionine di Genova

Tortona (Santuario): Pellegrinaggio delle Case orionine di Genova

Mercoledì 13 giugno 2019, presso il Santuario della Madonna della Guardia di Tortona sono giunti circa 250 pellegrini provenienti dalle case orionine di Genova. È giunto al quinto anno l’annuale pellegrinaggio organizzato dalla Case di carità orionine genovesi che si alternano tra i due Santuari della Guardia di Tortona e del Monte Figogna per vivere una giornata di fraternità all’ombra della Vergine e sotto la protezione di San Luigi Orione. Un pellegrinaggio speciale e molto familiare di ospiti, sacerdoti, dipendenti, volontari ed amici che vivono ed operano presso gli istituti orionini guidati dal direttore don Dorino Zordan. Al mattino è stata celebrata la Santa Messa presieduta da Don Alessandro D’Acunto, economo provinciale che prima della sua nomina a tale incarico è stato Direttore delle Case di Genova e promotore di questi pellegrinaggi. Dopo il momento di fraternità, i pellegrini hanno visitato il presepio, alcuni sono saliti sulla torre e tutti insieme si sono ritrovati nuovamente in Santuario per la recita del Santo Rosario. Tutti sono ripartiti felici, è difficile dire “sono tornati alle proprie abitazioni” ma è doveroso dire sono “rimasti a casa” perché come diceva Don Orione: “gli ospiti sono i nostri padroni di casa”. Questo iniziativa sia di stimolo anche per altre case dell’opera nel compiere queste uscite per stare insieme e condividere la gioia della fratellanza, solo così di può consolidare e rafforzare i legami tra le varie figure che vi operano quotidianamente.

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SANTISSIMA TRINITA’– anno C– AUDIO commento di Don Achille Morabito

SANTISSIMA TRINITA’– anno C– AUDIO commento di Don Achille Morabito

Celebriamo la solennità della Santissima Trinità. Celebrare il mistero Trinità significa riconoscere che l’essenza di Dio è sostanzialmente amore e comunione. Fin dal principio della rivelazione biblica, infatti, Dio si rivela come desideroso di relazione, sia nei confronti del creato sia, soprattutto, nei confronti dell’uomo, plasmato a sua immagine e somiglianza. L’uomo può così partecipare alla pienezza della vita divina, soprattutto in virtù del dono dello Spirito Santo, per mezzo del quale, l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori.

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7-8 giu: Svolto il Convegno Missionario Orionino presso il Centro Mater Dei di Tortona – FOTO e AUDIO

7-8 giu: Svolto il Convegno Missionario Orionino presso il Centro Mater Dei di Tortona – FOTO e AUDIO

Nei giorni 7 e 8 giugno presso il Centro Mater Dei di Tortona, si è svolto il Convegno missionario orionino dal titolo “Io sono una missione”, sotto la guida di Don Bruno Felice, consigliere provinciale incaricato per le missioni hanno partecipato una settantina di orionini tra religiosi, religiose e laici impegnati nel campo della missione. Hanno partecipato anche un gruppo della Diocesi di Tortona in particolare dell’ufficio missionario. Un momento formativo nel quale si è potuto ascoltare interessanti interventi e testimonianze per arricchire sempre più il bagaglio spirituale di ognuno e testimoniare al mondo la buona notizia che Gesù è vivo.

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AUDIO INTERVENTO MONS. VIOLA

Venerdì 7, Don Felice nel saluto di benvenuto ha augurato a tutti di poter cogliere nelle relazioni e testimonianze cosa significa essere missionari. Il primo intervento è stato quello del vescovo diocesano Mons. Vittorio Francesco Viola che ha sottolineato le linee di progettualità dal magistero di Papa Francesco. “Dobbiamo riempire il mondo del Suo annuncio, la Sua Resurrezione sempre ci precede”. Proseguendo Mons. Viola ha detto come  non possono essere separabili l’essere discepolo e l’essere missionario. “La scelta pastorale è quella dell’evangelizzazione. Dobbiamo ripartire dalla missionarietà delle nostre comunità. È necessaria una conversione che tocchi tutta la pastorale della Chiesa. Concludendo ha  rimarcato che la missione è dialogo. È successivamente intervenuto Giovanni Rocca delegato nazionale “Missio Giovani” indicando gli strumenti per l’animazione missionaria e il percorso dei giovani sulle attività ed esperienze. Successivamente da parte dei religiosi e delle religiose sono state presentate le molteplici missioni un particolare le nuove aperture missionarie.  La giornata si è conclusa con lo spettacolo gospel dell’Accademia musicale della Parrocchia di San Matteo di Tortona. Alla mattinata di sabato 8, si dato ampio spazio alle testimonianze e ai lavori di gruppi. Nel pomeriggio è intervenuto Don Mario Bandera, direttore dell’ufficio missionario di Novara che ha incentrato la relazione sull’animazione missionaria ad intra e ad extra. Dopo alcune condivisioni assembleari, a conclusione del convegno ci si è recati nella cappella della Casa Madre delle Suore per la Celebrazione Eucaristica , messa vigiliare di Pentecoste nella quale è stato dato a tutti, il mandato di testimoniare al mondo che Gesù è Risorto e noi di questo dobbiamo esserne annunciatori coraggiosi e contagiosi.

PENTECOSTE – anno C– AUDIO commento di Don Achille Morabito

PENTECOSTE – anno C– AUDIO commento di Don Achille Morabito

Celebriamo la solennità di Pentecoste. Oggi il Padre porta a compimento il Mistero pasquale con il dono dello Spirito Santo. Egli “riempie” il tempo, cioè la storia, i luoghi, ed entra nei discepoli, creando novità e garantendo in modo permanente la presenza rivelatrice e protettrice di Cristo “intercessore” e di Dio, orientando la vita nel segno dell’amore e della speranza. Accogliamo il dono dello Spirito, viviamo la nascita feconda della Chiesa. I discepo­li consegnano a tutti l’annuncio della Risurrezione. Anche a noi è donato lo Spi­rito che ci ha reso figli di Dio. Celebriamo l’Eucaristia come rendimento di grazia per questo dono pasquale e come invocazione perché lo Spirito renda nuo­va la faccia della terra.

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