Il Tempietto e la Statua

tempiettoCappella della Madonna, o Tempietto

Preziosa per mosaici e marmi policromi. La sua configurazione fu indicata da Don Orione stesso: “Tutti potranno salire fino a toccare i piedi benedetti di Nostra Signora della Guardia: e la Madonna troneggerà lassù in una gloria di luce come Madre e celeste Regina”.

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l’Urna di San Luigi Orione

urna don OrioneSulla destra, prima di salire al tempietto, puoi sostare in preghiera davanti all’urna che accoglie il corpo incorrotto di Don Luigi Orione. La nuova e stabile sistemazione di questa reliquia insigne è stata realizzata nel Natale del 1991. Il monumento si compone con l’urna contenente il corpo e, nel retro, un passaggio che consente ai fedeli di avvicinarsi al Santo, il cui corpo, secondo l’uso tradizionale, è “elevato” sopra il capo dei fedeli.

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architettura: capitelli e vetrate

capitelliL’architettura del Santuario

La struttura del Santuario a pianta centrale permette la vista dell’altare da ogni punto. Il decoro ha già raggiunto gli scopi intesi da Don Orione, che diceva: “La Casa della Madonna sia bella, sia degna: risplenda di marmi e di arte: raccolga le anime e le elevi a Dio!”.

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il crocifisso di Don Orione

24275_Crocifisso01Appena si entra in Basilica ci si incontra con un grandioso Crocifisso.

Davanti ad esso, nell’aprile 1892, nacque la Piccola Opera della Divina Provvidenza, quando, nella Chiesa omonima, il chierico Orione fece l’offerta dei primi giovinetti da lui raccolti nell’Oratorio San Luigi.

Lo tenne poi per molti anni nella sua stanzetta e, nel 1932, lo volle all’ingresso del Santuario, perché ricordasse a tutti il beneficio della Redenzione.

l’organo

organo_mdgL’Organo del Santuario è stato costruito ed installato dalla ditta Mascioni di Cuvio (VA), nel 1983, nell’abside del lato sinistro, in armoniosa sintonia con i ritmi architettonici. La consolle, situata di fronte alle canne, è composta da due manuali (Grand’Organo ed Organo Espressivo) di 61 tasti, da una pedaliera radiale di 32 tasti. L’insieme fonico è costituito da 34 registri reali e 9 meccanici. La timbrica dello strumento è arricchita da registri ad ancia. Vi sono 5 combinazioni fisse e 5 aggiustabili per la memorizzazione temporanea dei registri. La trasmissione tra vasi e canne è di tipo elettrico, complessivamente ha 2200 canne.

Vetrate

vetrateI vetri colorati nella storia dell’arte cristiana

L’arte vetraria proveniente dalla Fenicia, fece la sua comparsa nel mondo romano fin dall’età repubblicana, come lo provano i frammenti preziosi di vetro colorato trovati negli scavi di pompei. La troviamo anche presso gli etruschi come si può vedere dai vasi fatti raccogliere da Gregorio XVI nei Musei Vaticani.

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