2016_set_17_TORTONA_ape. cong. euc_FOTO_diocesi_1Il pane spezzato: la nostra misericordia

Come indicato dalla Chiesa Cattolica Italiana, anche nella nostra Diocesi si è vissuto e celebrato il Congresso Eucaristico Nazionale che si sta svolgendo a Genova fino a domenica 18 settembre. Il tema del Congresso Eucaristico è “L’Eucaristia sorgente della missione. Nella tua Misericordia a tutti sei venuto incontro”. Due sono stati i momenti celebrativi: Giovedì 15 la Santa Messa e l’Adorazione in Duomo e il giorno seguente l’Adorazione per l’intera giornata presso il Piccolo Cottolengo Don Orione. In Duomo, il nostro vescovo Mons. Vittorio Viola ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica seguita da un ora di adorazione silenziosa ed il canto d’ingresso ha da subito sottolineato la bellezza di una Chiesa, di un popolo in festa che ha un Dio che la guida come un Padre e i suoi figli ne ritrovano la vita in Lui. La riflessione del nostro vescovo si apre subito con un interrogativo che ci chiama ad una risposta personale e fondamentale per la nostra fede: “Che cosa è rimasto alla Chiesa dopo la passione e morte di Gesù?” ed ha poi proseguito indicato come il Signore ci ama in modo supremo nella consegna totale al Padre suo: “Il Signore ha voluto consegnarsi a noi in una perfetta continuità con la logica dell’Incarnazione, in una piccola porzione di pane, come amava dire San Francesco. Il Signore ha voluto dare continuità nella sua presenza in mezzo a noi per sostenerci nell’attesa del suo ritorno. Egli ci ha rivelato che il senso della sua morte in croce è esattamente l’offerta de suo corpo: punto estremo di quell’obbedienza che Lui ha imparato dalle cose che ha patito e nella sua piena fiducia nel Padre”.

ASCOLTA L’OMELIA (Mons. Vittorio VIOLA)

ASCOLTA LA RIFLESSIONE DEL VESPRO (Don Claudio Baldi)

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Dopo la Santa Messa il Santissimo Sacramento è stato esposto solennemente all’adorazione silenziosa di tutti i fedeli. Solo una luce illuminava la “Luce vera che è venuta nel mondo” e in quell’ora i sacerdoti si sono messi a disposizione dei fedeli per amministrare il sacramento della riconciliazione. La Benedizione Eucaristica ha concluso questa sera che ha chiamato i fedeli ha contemplare il mistero dell’Eucaristia dove il Signore da dentro ci ha voluto muovere dentro lo stesso dinamismo d’amore che è la sua offerta.
Venerdì 16 presso la Cappella del Piccolo Cottolengo di Don Orione si è svolta l’Adorazione Eucaristica per tutta l’intera giornata nella casa delle “perle di Don Orione”. In questo accostarci a Gesù Eucaristia è come se ci si accorstasse a loro, vedendo in essi il volto misericordioso del Padre che ci chiama alla carità ed all’amore verso i più piccoli. Alla sera il parroco del Duomo, don Claudio Baldi ha presieduto i solenni vespri ricordando nella breve riflessione quanto questo luogo sia un eucaristia vivente. “Gesù trasmorma la nostra vita in un dono d’amore con il mistero eucaristico! L’Eucarestia porta questa trasformazione! Voglia il Signore trasformare noi e da questo Congresso Eucaristico possiamo davvero diventare pane spezzato gli per gli altri“.
Il Congresso Eucaristico davvero possa essere uno stimolo a contemplare il mistero della misericordia, di cui l’Eucaristia è l’attuazione più alta, la sorgente e come ci ricorda Papa Francesco: “l’intimità della Chiesa con Gesù è un’intimità itinerante”.
Quattro sono state le dimensioni proposte per vivere questo Congresso e che dobbiamo poter e voler vivere nel nostro quotidiano: la contemplazione, il riscoprire la ricchezza della celebrazione eucaristica, il rapporto tra Eucaristia e trasformazione missionaria delle nostre comunità, l’individuazione di alcuni ambiti nella vita sociale in cui l’Eucaristia ci chiede una vera testimonianza.
Tutti questi spunti per la riflessione personale che dovrà continuare in noi sono richiamati dall’augurio del nostro vescovo: “In questo Anno di grazia vogliamo farci raggiungere per essere pienamente rinnovati perché tutta la nostra vita possa profumare del suo amore e la fragranza del pane spezzato possa riempiere il mondo e salire al Padre come profumo di offerta a Lui gradita, l’unica a Lui gradita: quella del Figlio suo in noi”.

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